Al mercato con lo Scec Le altre monete crescono

Sono 38 in Italia le valute sociali
e locali: e ora le ha scoperte  la politica 

Al mercato di piazza Foroni a Torino si paga con lo Scec

di MAURIZIO TROPEANO
fonte http://www.lastampa.it/2013/10/09/societa/al-mercato-con-lo-scec-le-altre-monete-crescono-hbWtsgmpJwTeJ83k4OtnIJ/pagina.html
TORINO

Il Davide del Terzo Millenio ha nomi e protagonisti diversi ma caratteristiche comuni: nasce a livello locale e crea sistemi diversi di pagamento dalla moneta ufficiale, cioè Golia, ovvero l’euro. L’arma, almeno per ora, non è letale perché questa forma di moneta affianca il circuito ufficiale, ne è complementare.

«Questi soldi restano sul territorio, in Barriera di Milano alla faccia della grande distribuzione e delle banche che non ci danno i fondi e ci rubano il futuro»: Vincenzo Toracco, di professione ambulante, a Torino, spiega con semplicità la filosofia che accomuna queste esperienze: la moneta locale come risposta alla globalizzazione e alla crisi.

E forse non è un caso che l’associazione Etinomia, che raggruppa gli imprenditori No Tav della Valsusa, abbia lanciato la proposta di creare un comitato promotore nazionale di una federazione dei vari circuiti per creare «la moneta dell’economia sociale», per dirla con Giuseppe De Santi, uno dei teorici della finanza etica. Toracco gestisce un banco di ortofrutta nel mercato di piazza Foroni, da sempre uno dei cuori dell’immigrazione, prima meridionale e ora extracomunitaria. E nel pool ci sono anche Stefano Pacagnella (che vende formaggi) e Catia Schiavone (carne equina): «Invece di piangerci addosso abbiamo provato a reagire alla crisi cercando un mezzo per mantenere i nostri clienti e a conquistarne altri».

Lo strumento è lo Scec, un buono sconto del 10 per cento sperimentato nell’ambito di un progetto di riqualificazione urbana della città di Torino. A meno di cinquanta chilometri di distanza ecco gli imprenditori No Tav che pensano di combattere contro il supertreno anche attraverso la diffusione del Susino e di un modello diverso di sviluppo. In provincia di Potenza è operativo un circuito di comuni e commercianti che hanno creato un sistema di protezione per i richiedenti asilo e i rifugiati. A Napoli è stata l’amministrazione comunale a creare il Napo.

Tornando a Torino, passando dalla Sardegna, troviamo un gruppo di piccoli e medi imprenditori che, replicando il modello del Sardex, stanno creando un circuito di credito commerciale piemontese. E c’è anche la politica, trasversale: dal Movimento 5 Stelle ai democratici fino alla Lega Nord (Roberto Maroni sogna il Lumbard). E se c’è la politica questo vuol dire anche che il fenomeno è in continua espansione. A febbraio Francesco Bernabei completando il «Libro Verde sulla moneta complementare pubblica» aveva censito 22 esperienze in Italia. «Adesso – racconta – le monete sono diventate 38, ma è una stima per difetto perché queste monete hanno circolazione locale in aree piccole e che coinvolgono al massimo qualche migliaio di cittadini/consumatori».

La grande sfida del futuro, per dirla con Bernabei, è capire come si «possa regolare una parte della spesa pubblica attraverso la moneta complementare».

Una Risposta

  1. La grande sfida del futuro è capire come si «possa regolare una parte della spesa pubblica attraverso la moneta complementare».

    Basta leggere i libri di De Simone: la sua moneta alternativa è anni luce avanti allo Scec o al Sardex e risolve le contraddizioni di queste monete.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: