Stamina: la Sicilia non si arrende

Il ministero della Salute ha definitivamente bocciato la sperimentazione di Stamina. E’ grande lo sconforto tra le migliaia di disabili gravissimi – circa 25 mila in Italia, 300 solo in Sicilia – che speravano di sottoporsi alla cura con le cellule staminali mesenchimali del metodo Vannoni.

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Dopo il ‘no’ da Roma, venerdì, la madre di Mauro Terranova, il 23 modicano affetto da atassia spinocerebellare a cui lo stesso tribunale ha prima autorizzato e poi negato le cure, ha tentato il suicidio. A Roma, continua ad oltranza il presidio permanente dei malati che chiedono solo una opportunità terapeutica. “Non ho più voglia di morire” si legge sulla maglietta che indossa Sandro Biviano, uno dei quattro fratelli di Lipari che lottano contro la distrofia muscolare sin dalla nascita. Sandro e Marco Biviano dal 23 luglio vivono a piazza Montecitorio, e dopo l’estate rovente affronteranno il gelo dell’inverno, ancora lì, davanti al palazzo-simbolo di quel Governo che si arroga il diritto di decidere della vita altrui. Qualche giorno fa Sandro si è incatenato ad una croce, per urlare la sua rabbia contro “lo Stato che ci condanna a morte come hanno fatto con Gesù”, un gesto che ha suscitato clamore, per lui una delle tappe della via Crucis della sua esistenza.

I comitati Pro Stamina non si arrendono e annunciano battaglia: il 29 ottobre a Palermo, davanti l’Assemblea regionale siciliana, si terrà una grande manifestazione di protesta. E non è un caso che l’appuntamento sia in Sicilia. Proprio nella nostra regione è accaduto qualcosa di paradossale: a fine luglio la Commissione Sanità all’Ars aveva approvato una risoluzione con cui individuava le strutture sanitarie – l’ospedale Vittorio Emanuele di Catania ed il Cervello di Palermo – dove sarebbe stato possibile sottoporsi a infusione di staminali. Poi il dietrofront.

Sulla questione Stamina vi proponiamo l’intervista al vicepresidente del Movimento Vite Sospese. Pietro Crisafulli, catanese, fratello di Salvatore, morto lo scorso febbraio in attesa che un giudice gli desse il via libera per le cure, ha le idee chiare. Della Lorenzin, non esita a dire: “Ha condannato a morte migliaia di persone” e del caso siciliano spiega: “L’assessore Borsellino ha pensato bene di coinvolgere un Comitato Bioetico regionale che ha bocciato la cura. Ma non si capisce sulla base di quali carte. Vannoni non ha mai inviato alcuna documentazione in Sicilia”.

E poi, un invito-provocazione: “Chi dice che Stamina non è una cura venga a vedere come soffrono i nostri figli e fratelli senza alcuna speranza se non la morte. La cura funziona, eccome. Ci sono le prove evidenti. Noi non ci arrendiamo, la Sicilia deve dire sì a Stamina”.
fonte http://www.vivalavitaitalia.org/event/stamina-la-sicilia-non-si-arrende/

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