Eolico sul Santa Donna come nei racconti di Stephen King: a volte ritornano

di admin

ritornanoEravamo rimasti a “Se la popolazione non vuole il progetto, noi rinunceremo”. E invece ora arriva persino il ricorso al Presidente della Repubblica contro il giudizio negativo delle Amministrazioni locali!

Ma ritorna anche il locale comitato. Un memento per tutta la Rete della Resistenza sui Crinali: finchè i proponenti confideranno negli incentivi, cioè nella compiacenza della politica, l’incubo eolico non avrà mai fine

Il progetto Eolico Santa Donna, presentato nel 2011, prevedeva la costruzione di tre pale eoliche alte 150 metri (alte più del doppio di quelle del Passo della Cappelletta, sopra Albareto) in prossimità del Passo Santa Donna, in comune di Borgo Val di Taro, al confine con i comuni di Bardi e Compiano; successivamente una “variante” al progetto triplicava il numero delle pale che passavano a nove, dirigendosi verso la zona della Val Vona.

Il progetto avrebbe impattato fortemente su una zona rurale in cui si contano bellezze artistiche quali i castelli di Bardi e Compiano, la presenza della Riserva Naturale Regionale dei Ghirardi, l’importante cammino storico “Via degli Abati”, nonché la presenza di numerosi agriturismi; da non dimenticare che il Passo Santa Donna è anche un luogo-simbolo della lotta di Resistenza Partigiana e sede di importanti commemorazioni.

Contro tale progetto si è vista una mobilitazione popolare senza precedenti nelle nostre vallate.

Il Comitato costituitosi per affrontare il problema (Comitato Santa Donna per il Ripopolamento della Montagna) si è spinto anche su argomenti molto tecnici, dimostrando la potenziale autosufficienza elettrica del comprensorio, considerando anche gli altri impianti già autorizzati: è quindi importante lavorare su progetti veramente sostenibili, evitando tutto ciò che può causare un ulteriore spopolamento delle nostre valli.

Il 19 Settembre 2013 la Provincia di Parma, negando l’autorizzazione al progetto Eolico Santa Donna, sembrava aver scritto la parola “fine” alla vicenda.

Ricordiamo bene la dichiarazione pubblica del presidente di Eolica Parmense, lo svizzero Claudio Zanini: “Se la popolazione non vuole il progetto, noi rinunceremo”. Non sono bastate le centinaia di firme di persone contrarie, le 175 osservazioni presentate contro il progetto (molte di più di quelle presentate contro l’inceneritore di Parma), le due delibere contrarie dei consigli comunali di Bardi e Compiano a far capire che la popolazione è contraria al progetto?

A quanto pare no! Ad inizio Dicembre 2013, la società Eolica Parmense ha presentato ricorso al Presidente della Repubblica, per chiedere l’annullamento della decisione della Provincia e della normativa regionale in materia di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili (DAL 51/2011).

E’ paradossale constatare che una società al 75% a capitale svizzero ricorra al nostro presidente della Repubblica Italiana per far annullare una normativa regionale e la decisione della provincia di Parma e quindi per andare contro a quanto espresso da consigli comunali e da centinaia di persone residenti nelle valli del Taro e del Ceno.

Abbiamo anche sperimentato come la realizzazione di impianti più piccoli di quello proposto per il Santa Donna abbiamo causato enormi problemi per la popolazione e per le amministrazioni locali: è il caso, ad esempio, dell’impianto “Vento di Zeri”, che ha avuto accesso al cantiere tramite un contestato percorso in comune di Albareto.

Interessante anche il caso del passo Cento Croci, le cui nuove pale eoliche sono montate solo per metà (di questo ennesimo scandalo si occuperà il prossimo post sul sito web della RRC. Ndr), in quanto la ditta non è riuscita a vincere le aste pubbliche per gli incentivi.

Il Comitato Santa Donna si è riunito d’urgenza la sera di lunedì 14 Gennaio, a Borgo Val di Taro, presso la sala Imbriani: durante la riunione, molto partecipata, è stata decisa una sottoscrizione pubblica per sostenere le spese legali per le contro-memorie al ricorso al Capo dello Stato: anche il comune di Bardi ha dato disponibilità a contribuire a tali spese.

La popolazione si aspetta quindi che anche gli altri comuni (Borgo Val di Taro e Compiano) si uniscano a Bardi per sostenere, anche simbolicamente, le spese legali e che la Provincia di Parma e la Regione Emilia-Romagna facciano quanto possibile per difendere i propri provvedimenti, minacciati dal ricorso di Eolica Parmese.

Comitato Santa Donna per il Ripopolamento della Montagna

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