L’idea per salvare l’Italia dall’emorragia della crisi e dal credit crunch

fonte wallstreetitalia.com

 
 
Paolo Agnelli (Confimi Impresa): indispensabile rivalutare beni di impresa senza imposte aggiuntive
 
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Crisi, l’idea di Paolo Agnelli, numero uno Confimi: indispensabile rivalutare beni di impresa senza imposte aggiuntive.

ROMA  – Da qualunque punto di vista è stata una delusione l’interpretazione fornita dall’Agenzia delle Entrate sull’unica misura che poteva essere di significativo interesse per salvare molte imprese in perdita: la rivalutazione dei beni d’impresa.

La legge di Stabilità 2014, infatti, prevede la possibilità di rivalutare nel bilancio 2013 i beni d’impresa (immobili, impianti e attrezzature).

L’Agenzia delle entrate, però, ha interpretato in modo restrittivo le misure in questione nel senso di ritenerle applicabili (a differenza della precedente rivalutazione del 2008) solamente a condizione che si paghino le imposte sostitutive.

Il problema è che la rivalutazione con effetti anche fiscali (peraltro differiti) costa troppo (16/12% + 10% per affrancamento del saldo attivo di rivalutazione) ed è quindi piuttosto probabile che la misura rimarrà sulla carta.

Per questo motivo Confimi Impresa si è attivata per chiedere una modifica normativa che renda inequivocabile la possibilità di operare una rivalutazione solo civilistica (senza dover cioè pagare imposte sulla rivalutazione dei propri beni).

“Gli indicatori sul credit crunch evidenziano un continuo peggioramento delle capacità del sistema bancario di concedere fidi, – dichiara il Presidente di Confimi Impresa Paolo Agnelli- la rivalutazione civilistica rappresenterebbe, quindi, la soluzione per evitare la chiusura di molte realtà non in grado di ricapitalizzarsi in proprio.”

E’ noto, infatti, che se le perdite superano il capitale bisogna ricorrere al Notaio per ridurre il capitale stesso e ricapitalizzare, pena la necessità di sciogliere e liquidare la società.

Sarebbe fondamentale infine per Confimi Impresa che il Legislatore, che già ha ravvisato l’opportunità di consentire una rivalutazione in deroga ai principi civilistici, mettesse una volta tanto da parte le esigenze erariali e si concentrasse nell’introdurre misure che consentano la sopravvivenza a quelle imprese che sperano nell’aggancio di una ripresa che ancora, nonostante i proclami, non si vede. (Comunicato stampa

Una Risposta

  1. In pratica si propone di rivalutare in maniera arbitraria il valore degli immobili, in una spirale di bolla speculativa immobiliare sui capannoni che nella mente di costoro pare non aver mai fine.

    Pretendono di mettere a bilancio una crescita di valore per un piazzale vuoto. Con questa logica, una azienda priva di dipendenti e che non produce niente potrebbe comunque presentarsi con dei bilanci col segno positivo e farsi versare dei prestiti. Probabilmente non più dalle banche, ma piuttosto da ignari ed inesperti sottoscrittori privati.

    Qualcuno percepisce la potenziale follia intrinseca di questa cosa?

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