I nuovi obiettivi della Commissione europea per il 2030 contro le emissioni climalteranti

La solita cortina fumogena di argomentazioni ecologiste per coprire i poco nobili interessi delle lobby

nebbia

Importanti novità da Bruxelles, su cui sta per scatenarsi una tempesta senza precedenti proveniente da sud, innescata non dai cambiamenti climatici ma dalle prossime elezioni per il nuovo Parlamento europeo. Riportiamo dall’articolo “La Commissione Europea: ridurre le emissioni nocive del 40% entro il 2030“  del Sole 24 Ore del 22 gennaio a firma Beda Romano:

La Commissione europea ha deciso oggi di proporre ambiziosi obiettivi ambientali, proponendo una riduzione delle emissioni nocive del 40%, dai livelli del 1990, entro il 2030. Il target – se fatto proprio dai 28 governi dell’Unione – Continua a leggere

Guarda bene la bolletta: dilettanti allo sbaraglio o veri furbastri ?

Pochi mesi fa ci dicevano che i ribassi erano appena cominciati e adesso ci dicono che erano tutte balle.

<p style="margin: 0px 0px 5px; padding: 0px; border: 0px; outline: 0px; font-size: 14px; vertical-align: baseline; background-color: transparent; font-family: 'Lucida Grande' Continua a leggere

La “Nuova Strategia Energetica Nazionale”. Brutte notizie per l’Italia.

inviato da Rete della Resistenza sui Crinali
di Alberto Cuppini
Da qualche giorno è stato reso pubblico dal Ministero dello Sviluppo economico un rapporto che rappresenta una bozza del previsto documento concernente la cosidetta “Nuova Strategia Energetica Nazionale” Continua a leggere

Liberalizzazioni e Antitrust – Proposte eque e concorrenziali

Inviato dall’ Antitrust al Governo un memornadum contenente le proposte in tema di liberalizzazioni e Continua a leggere

Google investe nel fotovoltaico anche in Germania


Google si tinge sempre più di verde. Il motore di ricerca più famoso nel mondo – non nuovo agli investimenti nel settore delle energie rinnovabili con la sua società Energy Google – ha deciso di puntare nuovamente sull’energia solare valicando questa volta i confini Usa per dirigersi in Germania, dove finanzierà la crescita del settore fotovoltaico. Continua a leggere

Rinnovabili, è stangata sulle bollette

L’Autorità per l’Energia spiega a cosa sono dovuti gli aumenti delle bollette elettriche:
Le prolungate e forti tensioni dell’ultimo anno sulle materie prime energetiche hanno spinto al rialzo i prezzi di riferimento del gas che, dal prossimo aprile, aumenteranno del 2%. Per l’energia elettrica Continua a leggere

IL SOLE PER TUTTI – Gruppo d’acquisto solare

di Sara Muratori http://www.facebook.com/group.php?gid=91556364853

Montecchio – (PU) P.za Falcone e Borsellino, Sede Circolo Ciao 2000:


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Una nuova cultura dell’energia è possibile?

http://www.howtobegreen.eu/greenreport.asp?title=314

 

30/11/2010

 



La parola energia è sempre più di moda in questi ultimi anni. Del resto qualsiasi nostra azione quotidiana, anche la più banale, richiede una certa quantità di energia. Ad esempio uno spostamento in macchina, la nostra giornata di lavoro, un caffè al bar, una corsa in metropolitana e persino dell’acqua fresca durante il periodo estivo. Qualsiasi cosa è dimensionalmente legato all’energia.

 

Qual’è il motivo per cui se ne parla così tanto? E’ forse per una crescente sensibilità delle persone difronte all’inesorabile declino ambientale del nostro habitat? E’ forse per opportunismo (fare soldi per distruggere e poi per salvare il mondo)? Difficile dirlo. Molto probabilmente è un insieme di tutto ciò. Ma la cosa più importante è iniziare a porsi la domanda.

 

Educare noi stessi ed i nostri figli ad azioni quotidiane intrise di una sorta di “moralità ambientale” o “consapevolezza ambientale”, dotarsi di tecnologie utilizzanti fonti di energia solare, eolica e geotermica per la produzione domestica di energia elettrica e termica, scegliere autoveicoli a bassissimo consumo di carburante (motorizzazione ibrida endotermica ed elettrica) ed optare per tecnologie per il risparmio energetico (lampade ed elettrodomestici a basso consumo ed isolamenti per le dispersioni termiche) possa alimentare virtuosamente il nuovo Green Business. Un business per una volta con il segno +.

 

Soltanto perseverando sulla giusta direzione si potrà finalmente parlare di una cultura dell’energia: capire cos’è, come si produce, quali sono i reali costi a carico dell’ambiente e dell’uomo ed imparare a rispettare ogni singolo processo che utilizzi energia. Non vi può essere produzione di energia da fonte rinnovabile senza un razionale risparmio energetico. Se la spinta per una nuova necessità ambientale verrà dal cuore delle persone e ci si slegherà sempre più dalla logica del profitto e del ritorno economico come unico indicatore della validità di una scelta rispetto ad un’altra allora otterremo un percepibile CAMBIAMENTO DURATURO (vedi http://www.howtobegreen.eu/greenreport.asp?title=285).

 

I segnali ci sono ma non bastano. Occorre imprimere una sterzata ulteriore e cambiare direzione: maggiore informazione e maggiore consapevolezza. Parlare al cuore e alle menti dei più piccoli, loro sono il futuro! Essere d’esempio per gli altri. Gandhi scrisse: sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo.

Energia: il Garante multa i big dell’energia

l Garante per l’energia bacchetta i “big” del settore. L’autority ha, infatti, multato Edison, Enel, Eni, Sorgenia e Hera  per inosservanza delle disposizioni a garanzia della trasparenza e comprensibilità delle bollette.

Le società avrebbero violato l’obbligo di riportare in bolletta un Quadro sintetico, con le informazioni di immediata leggibilità da parte del cliente  e un Quadro di dettaglio dei corrispettivi, redatti in modo conforme agli schemi predisposti dal Regolatore.

Il comportamento dei “big” del settore rappresenta un passo indietro nell’auspicato percorso verso una crescente tutela del consumatore. I cittadini hanno il dovere di versare un prezzo equo per l’energia che consumano ma hanno anche il diritto capire per cosa stanno pagando.

Autore: Simona Volpe  fonte http://www.consumatori.it/index.php?option=com_content&task=view&id=2549&Itemid=526
Data: 15 ottobre 2010

Il futuro dell’energia pulita secondo il Mit (celle bio-solari, onde termiche e…)

http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2010-09-16/frontiere-nanotubo-081040.shtml?uuid=AYDpHMQC

È molto probabile che per Michael Strano, docente di ingegneria chimica al Mit di Boston, quest’anno porti qualche premio per le sue ricerche. Lui e il suo gruppo, infatti, hanno annunciato in rapida sequenza (dal 5 settembre in poi) tre scoperte giudicate da altri ricercatori “entusiasmanti”: celle bio-solari che si rigenerano, antenne fotovoltaiche che concentrano la luce solare cento volte sulle tecnologie tradizionali. E infine inattese onde termiche capaci di trasportare grandi quantità di energia elettrica.

Il team di Strano ha inanellato queste scoperte grazie a un denominatore comune: il nanotubo in carbonio. Una struttura sintetica di atomi, di pochi miliardesimi di metro (nanometri) di diametro, creata (e ormai industrializzata) da più di vent’anni. E di cui sono via via emerse straordinarie proprietà elettriche e fotoniche. Che oggi il team del Mit sta ulteriormente approfondendo, in vista di possibili, e rivoluzionarie, applicazioni.

Prendiamo la prima scoperta, il bio-fotovoltaico (ad alta efficienza) che si auto rigenera. Qui il gruppo di Boston ha provato ad “ancorare” a un nanotubo in carbonio (connotato da altissima conducibilità elettrica) delle molecole sintetiche, dei fosfolipidi (a forma di nano-dischi) combinate con delle proteine (di origine batterica) che reagiscono alla luce e emettono elettroni (centri reattivi). In pratica un sistema fotosintetico artificiale, che produce energia elettrica con efficienza del 40% (doppia delle celle in silicio) ma si degrada rapidamente, sotto i potenti e distruttivi raggi solari, con autonomia di poche ore.

Ma la scoperta è venuta quando i ricercatori hanno provato a sciogliere in un solvente separando lipidi, nanotubi e proteine (danneggiate) e poi rimuovere, filtrando, il solvente stesso. Come per magia proteine, fosfolipidi e nanotubi si sono spontaneamente riassemblati nella configurazione fotosintetica iniziale, e perfettamente auto-riparati. Il processo è stato ripetuto più volte (con l’aggiunta di piccole dosi di nuove proteine) e l’efficienza fotovoltaica si è sempre ricostituita. «In pratica – rileva Strano – abbiamo imitato un trucco che la natura pratica da milioni di anni: la reversibilità spontanea delle strutture di fotosintesi». Come le cellule vegetali che usano l’ossigeno (come solvente) per autorigenerarsi di continuo sotto lo stress dell’energia solare.

Celle fotovoltaiche organiche che si auto-ripareranno (contro quelle attuali che accusano pesantemente il problema)? La strada è ancora lunga, ammette Strano. Per ora i suoi complessi fotochimici instradano nei nanotubi ancora quantità di energia limitate. E l’efficienza di conversione di fotoni in elettroni può salire dal 40% a ben oltre. Ma la strada è aperta, su questa frontiera inattesa.

Così come per gli “imbuti” solari. Filamenti contenenti circa 30 milioni di nanotubi divisi in due tipi, caratterizzati da differenti proprietà elettriche (bandgaps). Qui la radiazione solare genera un eccitamento degli elettroni (eccitoni) che tendono a migrare nel nucleo interno dell’imbuto dove vi sono i nanotubi a minore bandgap (banda proibita) concentrandosi a intensità (in rapporto alla superficie) di oltre cento volte sulle normali celle fotovoltaiche. E qui il team di Strano prevede di realizzare una rete di “nano-imbuti” direttamente integrati a celle fotovoltaica, quindi capaci di incanalare flussi di fotoni concentrati sul semiconduttore che li converte in elettricità.

E magari spedirli in una batteria anch’essa a nanotubi che, terza scoperta, bruciando in modo controllato provocano un’onda di calore in grado di “sospingere” elettroni a un ritmo di corrente, in rapporto al peso dei nanotubi stessi, di circa cento volte rispetto a una batteria agli ioni di litio.

Risultato finale delle tre scoperte: bio-celle solari autorigeneranti ad alta efficienza, alimentate da antenne a concentrazione. E associate a batterie a nanotubi di nuova generazione. Forse. Di sicuro però, oggi, c’è l’inattesa produttività scientifica del team del Mit. Segno che Strano sta esplorando, via nanotubi, una frontiera potente.

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