Renzi rappresenta uno dei tanti bluff a cui ci ha abituati la politica italiana oppure sottintende un reale e profondo cambiamento? Con il decreto Bankitalia si è veramente consumata una rapina a danno degli italiani?

Le seguenti considerazioni intendono fornire spunti di riflessione che aiutino a impostare il dibattito in modo serio e approfondito; evidenziano inoltre alcuni aspetti del decreto Bankitalia che lasciano perplessi: si rafforza il sospetto che la politica, con la complicità dei principali media, abbia portato a compimento l’ennesima rapina a danno del paese.

Renzi: un bluff?

Tanta gente in Italia vede in Renzi una ragione per sperare che finalmente la politica cambi. Si può essere fiduciosi o Renzi è solo uno dei soliti bluff?

Renzi e i poteri forti

Esistono vari criteri per giudicare se un politico abbia veramente l’intenzione di avviare il profondo cambiamento di cui hanno bisogno gli italiani: per prima cosa occorre analizzare come si comporta nei confronti dei poteri forti: banche, assicurazioni, grosse realtà industriali, Vaticano, mafia, etc. Continua a leggere

Italicum, le paure di Prodi sulla linea Renzi: “Così rischia di vincere Berlusconi”

Italicum, le paure di Prodi sulla linea Renzi: “Così rischia di vincere Berlusconi”

Il Professore vede il rischio di una “sindrome Veltroni”, il leader democratico che invocava l’autosufficienza e fu pesantemente sconfitto dal Cavaliere. A destra litigano, ma alla fine tutto fa pensare a una riunificazione. Mentre per il segretario Pd i rischi potrebbero arrivare quando la legge elettorale arriverà in Senato e i numeri della minoranza del partito sono più consistenti

di | 4 febbraio 2014
Italicum, le paure di Prodi sulla linea Renzi: “Così rischia di vincere Berlusconi”


Vince facile nella sfida dialettica Matteo Renzi: “Se per farci paura basta uno starnuto di Pier Ferdinando Casini, allora ‘Houston abbiamo un problema’”. E ancora: “Si vince con gli elettori, non con i leader di partito”. Vince facile nello scambio di dichiarazioni, ma un po’ meno nei sondaggi e nelle impressioni degli osservatori. Compreso Romano Prodi, l’unico dirigente del centrosinistra ad aver battuto Silvio Berlusconi alle elezioni e a essere uscito indenne da tentazioni di accordicchi e larghe intese. Tanto che a sorpresa finì nei primi posti nel referendum del Movimento Cinque Stelle per i candidati al Quirinale. “Rischiamo non solo di resuscitare Berlusconi, ma di farlo vincere, che è molto peggio” dice, secondo il racconto del Secolo XIX firmato da Marco Marozzi (cronista che da anni segue il Professore). All’ex presidente del Consiglio è piaciuto che Renzi abbia cercato e trovato un’intesa anche con l’opposizione, non ha disprezzato l’incontro tra il segretario democratico e il Cavaliere, ma ravvisa un “eccesso di fiducia”. Insomma il pericolo è quello della maledizione del partito principale del centrosinistra: la cosiddetta “vocazione maggioritaria” porta male. Detta più semplice, il pericolo è di finire come Veltroni: nel 2008 professava l’autosufficienza, poi all’ultimo tuffo scelse di imbarcare anche l’Italia dei Valori, ma non bastò. Il centrodestra stravinse come mai accaduto prima e l’allora leader democratico (che pareva destinato a una carriera da statista) fu costretto alle dimissioni di lì a meno di un anno. Continua a leggere

Rete telefonica, prima di fare regali a Telecom M5S chiede catasto dell’esistente

In arrivo emendamento al Destinazione Italia firmato dall’onorevole Mirella Liuzzi che mira alla mappatura di tutte le reti, private e pubbliche, presenti sul territorio

 

Rete fibra

 

Il Movimento 5 Stelle si prepara a dar battaglia sul catasto delle reti. Con la presentazione di un emendamento all’articolo 6 del decreto Destinazione Italia relativo agli incentivi alle start up e alla banda larga. Obiettivo: chiedere la mappatura di tutte le reti, private e pubbliche. Un incarico che, secondo l’onorevole pentastellato Mirella Liuzzi, firmataria dell’emendamento, dovrà svolgere l’Agenzia Digitale Italiana, visto che l’incarico affidato nel 2011 all’Agcom, oggi guidata da Angelo Cardani, non ha ancora prodotto i risultati attesi.

“Dal 2011 non ci sono notizie sul catasto delle reti – spiega l’onorevole Liuzzi, membro dellaCommissione Trasporti, poste e telecomunicazioni, oltre che della Commissione per l’Indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi – Nel frattempo però la digitalizzazione del paese non si è fermata. Alcune Regioni sono andate avanti nei propri progetti sulla rete e non esiste al momento una reale mappatura dell’esistente”.

Il tema è quanto mai attuale nel momento in cui il governo di Enrico Letta, con il supporto del segretario Pd, Matteo Renzi, ha deciso di riaprire il dossier sulla separazione della rete telefonica in rame da Telecom Italia spa  e il suo conferimento in una nuova società aperta ad altri azionisti, tra cui la Cassa Depositi e Prestiti al fondo F2i di Vito Gamberale, consulente del socio attivista di Telecom, Marco Fossati. Operazione che contribuirebbe all’abbattimento dei debiti del gruppo di telefonia con le banche, visto che il vecchio network della società guidata da Marco Patuano ha una valutazione compresa tra 8 e 16 miliardi di euro. La nuova azienda, in cui nei piani verrebbe trasferita una bella fetta dei dipendenti di Telecom, sarà poi incaricata di effettuare gli investimenti in fibra.

Di tutto il progetto, secondo quanto anticipato anche da Paolo Gentiloni, ex ministro delle Comunicazioni sotto il secondo governo Prodi e consigliere Itc di Renzi, sono attesi nuovi dettagli nel rapporto stilato da mister Agenda Digitale, Francesco Caio, assieme ai due esperti stranieri Gerard Pogorel e Scott Marcus. Il documento preparato dai tre tecnici è stato già consegnato nelle mani del viceministro allo sviluppo con delega alle Comunicazioni, Antonio Catricalà. Ma, al momento, il contenuto è ancora riservato.

Ma il Movimento 5 Stelle nel suo programma politico propone la realizzazione di una rete pubblicae fruibile da parte di tutti gli operatori per offrire il massimo vantaggio ai cittadini, esattamente come, nel programma politico delle Primarie 2012, mai aggiornato, aveva ipotizzato anche Renzi. L’ipotesi del M5S 5 Stelle è per altro in linea con quella di alcuni comuni italiani come quelli riuniti attorno all’Anci Toscana che sul tema aveva già proposto la redazione di un catasto delle reti per definire lo status quo e dare il giusto valore all’esistente, prima di definire le necessità di investimento per la costruzione di una rete moderna e capillare. Anche senza quella di Telecom.

Disgelo Letta-Renzi, ‘Faccia a faccia positivo’ Il colloquio tra premier e leader pd si è tenuto a Palazzo Chigi prima del Consiglio dei ministri

Il premier Enrico Letta, secondo quanto si apprende, ha incontrato questa mattina a Palazzo Chigi, prima del Consiglio dei ministri, il segretario del Pd Matteo Renzi.

Sempre secondo quanto si apprende, l’incontro è iniziato intorno alle 8 ed è finito verso le 9.30. Il segretario del Pd Matteo Renzi è poi andato nella sede del partito, al Nazareno.

L’incontro tra il premier e il segretario del Pd, secondo quanto viene riferito da fonti di Palazzo Chigi, viene valutato come molto utile e positivo. Il faccia a faccia è durato circa un’ora e mezza. Un confronto a trecentosessanta gradi ma in particolare su ‘Impegno 2014’, Continua a leggere

Renzi sulla legge elettorale: “Chiudere entro un mese”

Subito il superamento del Porcellum, riforma del Senato e un nuovo codice del lavoro sono le tematiche affrontate da Matteo Renzi che parla anche di Job Act –

Il segretario del Pd Matteo Renzi

“Sono pronto a incontrare tutti, purché si chiuda su una cosa che serva agli italiani”. Matteo Renzi è ottimista sulla trattativa per la riforma elettorale: “A mio giudizio ci sono le condizioni per definire un accordo che sarebbe davvero straordinario: sistemare in un mese quello che non si è fatto negli ultimi otto anni”, ha scritto sulla sua eNews. “Mi dicono: ma vedrai Berlusconi? E Grillo? E Alfano? Sono pronto a incontrare tutti”.

Parla anche della riforma del Senato. “Noi andiamo in riunione dai senatori del Pd il prossimo 14 gennaio. Ci guardiamo in faccia. E a loro chiediamo di presentare il disegno di legge costituzionale per cambiare il Senato, trasformandolo in Camera delle Autonomie”. Il leader del Pd insiste sull’eliminazione del bicameralismo, un passaggio non facile ma essenziale. “Sarebbe il segnale che la politica ha finalmente recepito il messaggio di cambiamento”.

Renzi parla anche di Grillo e del Movimento 5 Stelle: “Perde consenso. L’avete visto in Trentino Alto Adige? Adesso ha avuto paura a candidarsi in Sardegna. Per forza. Grillo si rende conto che la tattiva di non fare niente alla lunga non paga”.

L’impegno per il lavoro
“Entro 8 mesi la presentazione di un codice del lavoro che racchiuda e semplifichi tutte le regole attualmente esistenti e sia ben comprensibile anche all’estero”: questa una delle proposte del Job Act di Matteo Renzi. Una bozza quella illustrata nella sua eNews che sarà inviato ai parlamentari, ai circoli e agli addetti ai lavori. Un documento aperto al contributo di tutti.

“Uno strumento per aiutare il Paese a ripartire” così Renzi presenta il Job Act in cui propone un processo “verso un contratto di inserimento a tempo indeterminato a tutele crescenti”, un “assegno universale” per chi perde il lavoro e un’agenzia unica federale che coordini i centri per l’impiego. Tra i punti anche la riduzione delle forma contrattuali, oltre 40 che “hanno prodotto uno spezzatino insostenibile” e l’obbligo di rendicontazione online per “ogni spesa per la formazione professionale finanziata dal denaro pubblico”.

Il documento prevede anche la riduzione del 10% del costo dell’energia per le aziende, soprattutto per le piccole imprese che sono quelle che soffrono di più. “Chi produce lavoro paga di meno, chi si muove in ambito finanziario paga di più, consentendo una riduzione del 10% dell’Irap per le aziende. Segnale di equità oltre che concreto aiuto a chi investe”.

Avanzata la proposta di un piano industriale specifico per sette settori, (Cultura, Turismo, agricoltura e cibo; Made in Italy; Ict; Green Economy; Nuovo welfare; Edilizia; Manifattura) “con indicazione delle singole azioni operative e concrete necessarie a creare posti di lavoro”.

“L’obiettivo è creare posti di lavoro, rendendo semplice il sistema, incentivando voglia di investire dei nostri imprenditori, Continua a leggere

Scontro su calendario Letta, Crisi costa miliardi

Alfano: non credo Cav si dimetterà prima voto. Fragile tregua Pd-Pdl, scontro su calendario


Renzi a 'Porta a Porta'

Scontro su calendario Letta, Crisi costa miliardi

RENZI A PORTA A PORTa

di Serenella Mattera

Mai come ora, si naviga a vista. In un attimo, può franare tutto. Basta una discussione all’apparenza banale, come quella sul calendario dei lavori della giunta che deve decidere della decadenza di Silvio Berlusconi, a svelare la fragilità della tregua tra Continua a leggere

Tira una strana aria dalle parti del Partito Democratico. Aria di riposizionamenti. Endorsement per questo o quel candidato. Sulla base di chi si scommetterà potrà essere il prossimo cavallo vincente.


D’Alema con chi starà? E Fioroni? E Veltroni? Chi appoggia chi e che cosa? Cosa ha detto o non ha dettoBersani? Eh quel Renzi lì proprio non lo digerisce.. L’apparato è per Cuperlo o anche per Renzi? E Civati chi ha dietro o davanti? Il documento di Barca lo avete letto? Chi appoggia?

Se l’altro tormentone estivo del congresso, su date e modalità di svolgimento è stato alquanto logorroico, ora che l’assemblea democratica è stata convocata per il 20-21 settembre dove verrà data risposta a riguardo, ora inizia il toto-squadre. Solo Continua a leggere

CASA PD- LA RICETTA PERDENTE DI BERSANI (COMANDA SEMPRE LUI): LETTA CANDIDATO IN CASO DI ELEZIONI ANTICIPATE.

«Usare» Enrico contro Matteo. Bersani ora vuole accelerare

L’IDEA DI CANDIDARE IL PRIMO A PALAZZO CHIGI IN CASO DI URNE «STOPPANDO» COSÌ IL SECONDO

ROMA – «Sarebbe scellerato fermarsi ora, però se non si riesce ad andare avanti, io non resto mica attaccato alla poltrona: voi mi conoscete, io sono uno che si è sempre assunto le sue responsabilità»: è partendo da questa frase di Enrico Letta che l’attuale gruppo dirigente del Pd punta a uscire dal vicolo cieco in cui è finito. Continua a leggere

CommentaPoliticaPd a pezzi sull’aiutino a B.

Finora avevano digerito tutto, ma il voto con il Pdl per far sospendere l’aula contro la Cassazione non è andato giù a molti. Da Barca ai renziani, da Bindi a Civati, si teme di aver superato il limite. L’ex dalemiano Orfini invece difende la follia: «Abbiamo solo rinviato quattro ore di lavoro a lunedì»

epifani,boldrini,civati
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Le primarie tutt’altro che secondarie

fonte

Il Fatto Quotidiano
 di Marco Travaglio

Le primarie del centrosinistra riguardano tutti. Anche quelli che non votano centrosinistra. Personalmente, non ho ancora capito bene che cosa vince chi le vince, perchè non è proprio chiarissimo se servano a decidere chi sarà il premier in caso di vittoria del centrosinistra o chi sarà il leader del centrosinistra che poi sceglierà un altro premier o chi sarà il segretario del Pd. Nel primo caso, non capisco perchè sia invitato Vendola, ma non Casini, visto che D’Alema e Letta han già detto che sarà alleato del Continua a leggere

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