Rete telefonica, prima di fare regali a Telecom M5S chiede catasto dell’esistente

In arrivo emendamento al Destinazione Italia firmato dall’onorevole Mirella Liuzzi che mira alla mappatura di tutte le reti, private e pubbliche, presenti sul territorio

 

Rete fibra

 

Il Movimento 5 Stelle si prepara a dar battaglia sul catasto delle reti. Con la presentazione di un emendamento all’articolo 6 del decreto Destinazione Italia relativo agli incentivi alle start up e alla banda larga. Obiettivo: chiedere la mappatura di tutte le reti, private e pubbliche. Un incarico che, secondo l’onorevole pentastellato Mirella Liuzzi, firmataria dell’emendamento, dovrà svolgere l’Agenzia Digitale Italiana, visto che l’incarico affidato nel 2011 all’Agcom, oggi guidata da Angelo Cardani, non ha ancora prodotto i risultati attesi.

“Dal 2011 non ci sono notizie sul catasto delle reti – spiega l’onorevole Liuzzi, membro dellaCommissione Trasporti, poste e telecomunicazioni, oltre che della Commissione per l’Indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi – Nel frattempo però la digitalizzazione del paese non si è fermata. Alcune Regioni sono andate avanti nei propri progetti sulla rete e non esiste al momento una reale mappatura dell’esistente”.

Il tema è quanto mai attuale nel momento in cui il governo di Enrico Letta, con il supporto del segretario Pd, Matteo Renzi, ha deciso di riaprire il dossier sulla separazione della rete telefonica in rame da Telecom Italia spa  e il suo conferimento in una nuova società aperta ad altri azionisti, tra cui la Cassa Depositi e Prestiti al fondo F2i di Vito Gamberale, consulente del socio attivista di Telecom, Marco Fossati. Operazione che contribuirebbe all’abbattimento dei debiti del gruppo di telefonia con le banche, visto che il vecchio network della società guidata da Marco Patuano ha una valutazione compresa tra 8 e 16 miliardi di euro. La nuova azienda, in cui nei piani verrebbe trasferita una bella fetta dei dipendenti di Telecom, sarà poi incaricata di effettuare gli investimenti in fibra.

Di tutto il progetto, secondo quanto anticipato anche da Paolo Gentiloni, ex ministro delle Comunicazioni sotto il secondo governo Prodi e consigliere Itc di Renzi, sono attesi nuovi dettagli nel rapporto stilato da mister Agenda Digitale, Francesco Caio, assieme ai due esperti stranieri Gerard Pogorel e Scott Marcus. Il documento preparato dai tre tecnici è stato già consegnato nelle mani del viceministro allo sviluppo con delega alle Comunicazioni, Antonio Catricalà. Ma, al momento, il contenuto è ancora riservato.

Ma il Movimento 5 Stelle nel suo programma politico propone la realizzazione di una rete pubblicae fruibile da parte di tutti gli operatori per offrire il massimo vantaggio ai cittadini, esattamente come, nel programma politico delle Primarie 2012, mai aggiornato, aveva ipotizzato anche Renzi. L’ipotesi del M5S 5 Stelle è per altro in linea con quella di alcuni comuni italiani come quelli riuniti attorno all’Anci Toscana che sul tema aveva già proposto la redazione di un catasto delle reti per definire lo status quo e dare il giusto valore all’esistente, prima di definire le necessità di investimento per la costruzione di una rete moderna e capillare. Anche senza quella di Telecom.

Crisi, 200mila lavoratori a rischio Cisl lancia l’allarme: aperte 159 vertenze, emorragia occupazionale non si ferma

ROMA – All’inizio del 2014 le vertenze ancora aperte al ministero dello Sviluppo economico erano 159 per circa 120.000 lavoratori interessati: il calcolo arriva dall’Osservatorio Cisl che sottolinea come gli esuberi siano circa il 15% degli occupati complessivi delle imprese coinvolte. Diciotto delle imprese per le quali il ministero ha aperto un dossier hanno dichiarato la cessione di attività (2.300 i lavoratori coinvolti). Nel 2013 sono stati firmati 62 accordi al ministero che hanno evitato circa 12.000 licenziamenti. Continua a leggere

Quello che Panebianco non sa (o non dice)

Di Claudio Messora
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Angelo Panebianco sulla prima del Corriere di oggi, scrive: “La vicenda dell’Ilva è un disastro in sé e l’ennesima tappa di un processo di deindustrializzazione da tempo in atto nel Paese che sta lasciando dietro di sé macerie fumanti e povertà. […] Come ha osservato Dario Di Vico, e ribadito il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, stiamo liquidando, per la gioia dei concorrenti esteri, un intero comparto industriale, la siderurgia</em Continua a leggere

Confindustria-sindacati, accordo per la crescita Firmato documento congiunto elenca priorità per l’azione di governo e la legge di stabilita’

Confindustria e Cgil-Cisl-Uil hanno firmato un documento congiunto che elenca le priorita’ per la Legge di stabilità e per la crescita del Paese. Lo hanno annunciato il presidente degli industriali Giorgio Squinzi ed i segretari generali dei sindacati, Continua a leggere

Lavoro: Cgil, oltre 9 mln in difficoltà Associazione Trentin, mai così tanti da inizio crisi

Per la prima volta dall’inizio della crisi sono oltre 9 milioni le persone nell’area della sofferenza e del disagio occupazionale, tra disoccupati, scoraggiati e cassa integrati, precari e part time involontari. Lo certifica il rapporto dell’associazione Bruno Trentin-Isf-Ires della Cgil. I dati al primo trimestre ne indicano 9 milioni e 117 mila.Dal rapporto ‘Gli effetti della crisi sul lavoro in Italia’ che rielabora i dati relativi al primo trimestre dell’anno emerge Continua a leggere

Boom di fallimenti: +5,9%. E anche le imprese storiche chiudono Nei primi sei mesi del 2013 circa 6.500 procedure fallimentari

TMNews

Roma, 23 ago. – Anche se i primi timidi segnali positivi sembrano arrivare dall’economia, ad agosto i tribunali fallimentari non vanno in vacanza. In Italia sono circa 126mila le imprese che hanno in corso ad oggi una procedura concorsuale tra fallimenti e concordati preventivi. Restringendo il campo ai soli fallimenti, Continua a leggere

Gdf, scoperti 4933 evasori totali In operazioni GdF da gennaio ad oggi, nascosti redditi per 17,5 miliardi

ROMA – Sono 4.933 gli evasori totali scoperti dalla Guardia di finanza da gennaio ad oggi. Hanno nascosto redditi per 17,5 miliardi di euro e 1.771 di loro sono stati denunciati, nei casi più gravi, per omessa dichiarazione dei redditi. Si tratta di soggetti – spiegano la Fiamme Gialle – che, pur svolgendo attività imprenditoriali o professionali, erano completamente sconosciuti al Fisco e hanno vissuto alle spalle dei contribuenti onesti, usufruendo di servizi pubblici che non hanno mai contribuito a pagare, intestando spesso beni e patrimoni a prestanomi o a società di comodo. Continua a leggere

Riviera Adriatica, la rivolta dei lavoratori stagionali: “Umiliati e senza diritti”

Oltre 200 i casi segnalati ogni anno, senza contare le centinaia di situazioni che non vengono denunciate. L’associazione Rumori Sinistri gira le spiagge della Romagna per fornire assistenza ai “nuovi schiavi” costretti a orari massacranti e a condizioni di vita senza dignità

 

 Mangiano gli scarti dei clienti, lavorano 12 ore al giorno, tutti i giorni, e dormono in stanze grandi come sgabuzzini o nel peggiore dei casi su brandine all’aperto. Sono l’altra faccia Continua a leggere

Italia, attività manifatturiera in crescita dopo due anni

I numeri del Pmi di luglio (a 50,4 da 49,1) si aggiungono ai recenti segnali di timido risveglio del settore, che vale il 19% del Pil.

ROMA – L’attività del settore manifatturiero italiano è tornata ad espandersi nel mese di luglio per la prima volta dopo due anni, grazie alla risalita della produzione e dei nuovi ordini.

E’ quanto mette in evidenza l’indice Pmi elaborato da Markit sulla base di un’indagine congiunturale tra i direttori acquisto di categoria, indagine che si aggiunge ai recenti segnali di risveglio dell’economia italiana, alle prese con la recessione più prolungata dal Dopoguerra. Continua a leggere

Statali da prepensionare, ecco il piano

Il ministero della Funzione pubblica: uscita anticipata a 58-60 anni e un taglio del 10% dell’assegno. I dubbi dell’Economia

 – Mer, 31/07/2013

Roma – L’argomento dovrebbe essere uno dei fiori all’occhiello della prossima legge di Stabilità. I sindacati, ufficialmente, non lo conoscono. In realtà, qualche esponente di quel mondo ne ha scoperto l’esistenza solo al termine di una serata su una terrazza romana.

Da un ministro si è sentito chiedere: «Ma che ne penseresti, se…». La risposta è stata secca: «È tema troppo serio per farci sopra un sondaggio. Fate una proposta e la esamineremo». Ma Enrico Letta non ne ha parlato durante l’incontro formale con Cgil, Cisl e Uil a Palazzo Chigi.
L’argomento in questione è il pre-pensionamento degli statali.
Lo schema è stato messo a punto dalla Funzione pubblica e lo sta condividendo con la Ragioneria generale dello Stato. La Continua a leggere

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